Siamo qui per te
Scopri le domande e risposte più comuni
Domande sul disturbo dell'alimentazione e obesità
I disturbi alimentari sono patologie psichiatriche complesse (anoressia, bulimia, binge-eating) che coinvolgono aspetti psicologici, comportamentali e fisici, mentre i problemi di peso come sovrappeso e obesità possono derivare da squilibri tra introito calorico e spesa energetica. Spesso però queste condizioni si intrecciano: molte persone con obesità presentano episodi di abbuffata, richiedendo un approccio terapeutico integrato che affronti sia gli aspetti nutrizionali che quelli emotivo-comportamentali.
Il binge-eating disorder si caratterizza per episodi ricorrenti di abbuffate (almeno una volta a settimana per tre mesi) durante i quali si consuma una grande quantità di cibo in poco tempo con sensazione di perdita di controllo. A differenza della bulimia, non sono presenti comportamenti compensatori come vomito o lassativi. Se riconosci questi pattern e provi disagio significativo, è importante consultare uno specialista per una valutazione accurata.
Assolutamente sì. Il nostro approccio promuove un'alimentazione flessibile e moderatamente ipocalorica, associata a uno stile di vita attivo e strategie cognitive-comportamentali. L'obiettivo non è solo la perdita di peso, ma sviluppare un rapporto equilibrato con il cibo e con il proprio corpo, imparando a distinguere fame fisica da fame emotiva e acquisendo strumenti per gestire situazioni difficili senza ricorrere al cibo.
La durata varia in base alla severità del disturbo e alle caratteristiche individuali. Per i disturbi alimentari utilizziamo la CBT-E (terapia cognitivo-comportamentale migliorata) che prevede generalmente 20 sedute in 20 settimane, o 40 sedute in 40 settimane per casi più complessi. Per l'obesità associata al binge-eating, il trattamento integrato può richiedere tempi più lunghi. L'importante è completare il percorso: i dati mostrano che circa due terzi dei pazienti che terminano il trattamento ottengono risultati eccellenti.
I disturbi alimentari coinvolgono aspetti medici, nutrizionali, psicologici e spesso anche fisici. Un team multidisciplinare (psicologo, nutrizionista, medico, fisioterapista) permette di affrontare tutti questi aspetti in modo coordinato, utilizzando lo stesso linguaggio e strategie compatibili. Questo approccio integrato aumenta significativamente l'efficacia del trattamento e riduce il rischio di ricadute, garantendo una presa in carico completa della persona.
Gli agonisti del recettore del GLP-1, utilizzati inizialmente per il trattamento del diabete di tipo2, hanno dimostrato un’efficacia sorprendente nella riduzione del peso corporeo, nel miglioramento della qualità della vita e dell’autostima, ma l’entusiasmo dato dai risultati non dovrebbe sostituire la necessaria prudenza clinica. Articoli scientifici ultimamente pubblicati sottolineano, oltre alle straordinarie potenzialità di questi farmaci, anche le criticità emergenti: disturbi gastrointestinali, calcoli biliari, pancreatite, insufficienza renale acuta, ridotto assorbimento di altri farmaci, perdita di massa muscolare e scheletrica, carenze di micronutrienti. E’ indispensabile un’ attenta anamnesi familiare, fisiologica, patologica remota e prossima, per poter decidere se aggiungere al percorso cognitivo-comportamentale anche l’assunzione del farmaco.
Altre domande
È consigliabile consultare uno specialista quando i sintomi di ansia o depressione interferiscono significativamente con la vita quotidiana, il lavoro, le relazioni o il sonno. Segnali d'allarme includono attacchi di panico ricorrenti, pensieri negativi persistenti, perdita di interesse nelle attività che prima davano piacere, o difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane per più di due settimane consecutive.
I disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) come dislessia, disgrafia e discalculia possono essere identificati già dalla scuola primaria, generalmente intorno ai 7-8 anni, quando le competenze di lettura, scrittura e calcolo dovrebbero essere consolidate. Una diagnosi precoce è fondamentale per mettere in atto strategie didattiche personalizzate e supportare al meglio il percorso scolastico del bambino.
La terapia di coppia è un percorso che aiuta i partner a migliorare la comunicazione, risolvere conflitti e rafforzare il legame. È utile quando si verificano frequenti litigi, difficoltà comunicative, crisi di fiducia, problemi di intimità o quando si devono affrontare cambiamenti importanti come la nascita di un figlio. Il terapeuta fornisce strumenti concreti per gestire le dinamiche relazionali in modo più sano ed efficace.
Il supporto psicologico si concentra sul benessere mentale ed emotivo attraverso colloqui e tecniche terapeutiche specifiche. La riabilitazione neuro-muscolo-scheletrica, invece, è un approccio fisico che utilizza terapia manuale e osteopatia per trattare problemi muscolari, articolari e posturali. Nel nostro studio integriamo entrambi gli approcci quando necessario, riconoscendo il legame tra benessere fisico e psicologico.
No, il sostegno genitoriale è prezioso in molte situazioni. Oltre ad aiutare i genitori a gestire disturbi specifici come problemi alimentari o difficoltà adolescenziali, fornisce strumenti educativi generali, migliora le competenze comunicative con i figli e offre supporto durante le fasi di crescita più delicate. È un investimento nel benessere dell'intera famiglia, anche in assenza di problematiche specifiche.